COME DENUNZIARE GLI ABUSI?

Il divieto di fumare nel luogo di lavoro non c’è. Esistono però precise forme di tutela della salute dei dipendenti ed il datore di lavoro che non ne tiene conto può aspettarsi due finali: un’intimazione a risarcire i danni alla salute dei subordinati oppure, se è fortunato, una sentenza che gli impone di installare aeratori tanto efficienti (e costosi) da eliminare i residui delle sigarette bruciate. Naturalmente, può anche decidere di precedere gli eventi giudiziari, scegliendo se imporre nella sua azienda il divieto di fumo, isolare i fumatori in appositi locali ventilati od installare sofisticati sistemi di aerazione.

Innanzitutto, è necessario scrivere una lettera al responsabile della sicu­rezza dei lavoratori (nominato ai sen­si della legge 626) o al datore di lavoro descrivendo la situazione (il nume­ro di colleghi fumatori e l’assenza di rimedi efficaci) e invitando l’azienda in modo categorico a trovare una so­luzione idonea entro un termine pre­fissato, di solito un mese.

A corredo della denuncia è bene ri­cordare al datore di lavoro le norme che lo obbligano a proteggere la salute dei dipendenti; l’articolo 2087 del co­dice civile (Tutela delle condizioni di lavoro), il DPR 303/56 e la legge 626/94 in tema di aerazione dei luoghi di lavo­ro chiusi. Merita di essere citata anche la sentenza 399/96 della Corte Costitu­zionale che precisa: mentre non esiste il diritto di fumare, ma solo quello ge­nerico di libero comportamento, c’è un esplicito diritto alla salute sancito dall’articolo 32 della Costituzione.

Se trascorso un mese non cambia nulla, il lavoratore può procurarsi un legale e ricorrere al giudice unico del lavoro chiedendo l’ammissione a un procedimento d’urgenza, che dovrebbe concludersi entro un paio di mesi per poi dare avvio a un processo ordina­rio. Anche se il procedimento davanti al giudice unico del lavoro non com­porta spese processuali, il ricorrente deve pagare la parcella dell’avvocato e i costi delle eventuali perizie (tecniche e sanitarie) richieste dal giudice. Se vince la causa ottiene la restituzione di ogni spesa documentata.

 

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